LE ALLERGIE RESPIRATORIE

Quelle di tipo respiratorio sono le allergie più diffuse a livello mondiale, la loro incidenza sta aumentando notevolmente tra la popolazione. Esiste una familiarità e una predisposizione genetica, ma anche fattori ambientali contribuiscono all’aumentare dei fenomeni allergici come il fumo, l’inquinamento, le abitazioni mal areate e l’aumento delle temperature per i cambiamenti climatici.


Si tratta di una malattia infiammatoria i cui effetti sono provocati, a livello delle mucose delle vie respiratorie, dal contatto con sostanze verso le quali si è sensibili e si genera una anomala risposta del sistema immunitario. Vengono prodotte una particolare classe di anticorpi, le IgE che legandosi a cellule del sistema immunitario fanno liberare istamina che è responsabile delle principali manifestazioni cliniche delle allergie.


Possiamo dividere le allergie respiratorie in stagionali (causate da pollini, muffe o spore) o perenni (causate da acari della polvere, derivati epidermici di animali domestici).


La manifestazione più frequente a livello respiratorio è la rinite allergica che spesso si accompagna a congiuntivite, starnutazioni, rinorrea acquosa, prurito nasale e oculare, ostruzione nasale e lacrimazione.


Quando compare la tosse può essere un primo segno di asma bronchiale, altra frequente manifestazione allergica, causata da infiammazione della mucosa bronchiale con iperattività che causa difficoltosa respirazione con espiro sibilante.


La terapia termale può essere un valido aiuto a supporto della terapia medica, indispensabile nelle forme allergiche più importanti.

Tra le cure termali molto utile è l’irrigazione nasale con acqua salsobromoiodica, che esplica una approfondita pulizia delle fosse nasali e del rinofaringe, consente di portar via tutti gli allergeni depositatisi a livello della mucosa.


Utile anche l’inalazione termale o l’aerosol terapia con acqua sulfurea, in quanto agiscono riducendo lo stato infiammatorio delle mucose.



Eseguire un ciclo di cure termali in corrispondenza del periodo allergico spesso consente di ridurre, ritardare o addirittura sostituire eventuali terapie mediche indicate.


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Con l’acronimo BPCO (BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA) si riuniscono tre diversi stati patologici, che presentano una riduzione del lume delle vie aeree con ostruzione cronica del flusso aereo. Si tratta della bronchite cronica, dell’asma e dell’enfisema polmonare. L’asma si presenta come una iperattività dell’albero bronchiale, che risponde a numerosi stimoli, con riduzione del lume delle vie aeree. La bronchite cronica è associata a una eccessiva produzione di muco, che causa tosse con espettorazione. Per enfisema si intende invece la distensione degli spazi aerei siti distalmente ai bronchioli terminali con distruzione dei setti alveolari. Fattori predisponenti a queste patologie sono: fumo di sigaretta, inquinamento atmosferico, esposizione professionale a polveri e gas nocivi, infezioni. Per le broncopneumopatie croniche ostruttive risultano molto utili le terapie termali, soprattutto inalazioni e aerosol, con l’introduzione nell’albero respiratorio fino ai bronchioli terminali di idrogeno solforato H2S; hanno una azione antinfiammatoria e antisettica, migliorano la clearance mucociliare e agiscono come mucolitici naturali, favorendo l’espettorazione. Il protocollo prevede 12 giorni di cure, 2 al giorno, una in seguito all’altra.
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È un disturbo tanto diffuso quanto fastidioso. I sintomi possono essere sfumati e per la diagnosi si ricorre all’endoscopia nasale e alla Tac. È fondamentale impostare la corretta terapia: ancora troppo spesso si fa ricorso (inutilmente) agli antibiotici.